Storia del materasso

Storia del materasso: quali sono le sue origini?

I primi materassi: quali materiali si usavano?

Quante volte, al termine di una giornata costellata di impegni, sia lavorativi che di famiglia, il vostro primo pensiero è stato quello di sdraiarvi sul letto e lasciarvi cullare da un morbido materasso? La soluzione ideale per rilassarsi e allontanare lo stress accumulato!

Vi siete mai fermati a pensare che, fino a qualche secolo fa, il materasso era molto diverso da quello attuale?

I resti più antichi di un materasso, recuperati in territorio sudafricano, risalgono a circa 77.000 anni fa. Ovviamente, si trattava di giacigli del tutto diversi, basati sull’utilizzo di piante locali e sulla presenza di numerosi strati di diverso spessore sovrapposti tra loro. Nel Neolitico venivano impiegate cataste di foglie secche, oppure paglia, aggiungendo un ultimo strato di pelle per isolare il corpo dall’umidità del terreno.

Il materasso nel mondo

Attorno al 3600 a.C, in Persia, si era diffuso l’uso di pelli di capra (o di pecora), opportunamente riempite d’acqua. In Egitto si ricorreva agli archi dei rami di palma, ideali in quanto permettevano di dormire sollevati da terra; il corpo veniva isolato da caldo, umidità e polvere.
Ai tempi dell’Impero Romano, il materasso – al quale era stato assegnato il nome di “culcita” – era costituito da un sacco di stoffa riempito di fieno o, in alternativa, di lana o piume.

Una delle innovazioni più importanti nella storia del materasso è rappresentata dalla comparsa delle reti, avvenuta nel 1500. In precedenza, protagoniste erano delle assi rigide, posizionate sul terreno o su un apposito ripiano in pietra. Le prime intelaiature in legno vedevano la presenza di reti in corda (o cuoio) tese, sulle quali andava a poggiarsi il materasso.

Fondamentale è stata anche la comparsa, nelle imbottiture, di materiali quali lana o cotone, conosciute per l’ottimo isolamento termico e, allo stesso tempo, perfette per aumentare la comodità del giaciglio. Alle nuove imbottiture, introdotte nel 1700, seguì la comparsa delle federe, in cotone o lino. Da non dimenticare l’adozione di strutture in bambù, vantaggiose in termini di stabilità. Seguendo l’esempio di quanto avvenuto in Estremo Oriente, anche nel Vecchio Continente iniziarono a diffondersi fibre in cocco e crine, affiancandosi a lana e cotone.

Se anche oggi non è possibile identificare l’inventore del materasso, una data da segnare in rosso è quella del 1871, anno in cui Heinrich Westphal progettò il primo materasso a molle.
Se nel 1928 John Boyd Dunlop brevettò il materasso in lattice di gomma, qualche anno dopo (esattamente nel 1935), il mercato accolse i modelli in schiuma sintetica.

Da dove deriva il termine materasso?

Ma da dove ha origine il termine “materasso”? Diversi studi in proposito sono concordi nell’indicare il termine arabo matrah come genesi del nome. Matrah significa “posarsi su”, ed è divenuta di uso comune nei Paesi Occidentali ai tempi delle Crociate, seppure oggetto di diverse modifiche a seconda dell’idioma.

Nel Medioevo l’evoluzione del materasso rallentò fino a fermarsi e, proprio per tale motivo, anche la parola scelta per identificarlo rimase identica. Per quanto riguarda i materiali, nel 1400 iniziarono ad essere utilizzati, come riempimento dell’involucro di stoffa, anche baccelli vuoti di piselli. Quale rivestimento si impiegava la lana, riservando ai nobili velluto e seta.

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