Vetro Tiffany

Lavorazione Vetro Tiffany: eleganza retrò

Cos’è la lavorazione Tiffany e quando nasce

Siete mai rimasti rapiti dalla bellezza e dai colori di stupende lampade in vetro Tiffany? Effettivamente l’eleganza e l’impatto cromatico di questi esclusivi elementi d’arredo riescono ad incantare qualsiasi osservatore. Queste lampade forniscono un’adeguata illuminazione agli spazi ma lo fanno con stile e si presentano come veri e propri oggetti di design, capaci di impreziosire qualsiasi ambiente.

Per poter parlare di tecnica Tiffany, detta anche del vetro “piombato”, è necessario far riferimento ai passi avanti compiuti, durante i secoli, nel campo della vetreria, in particolare di quella artistica. Alla base di questa metodica c’è, infatti, l’invenzione del vetro colorato, quello “stained glass” britannico tanto utilizzato nelle cattedrali e nei palazzi nobiliari. Di questa tipologia di materiale se ne ha traccia nei libri di storia già ai tempi dei Fenici, degli Egizi e dei Romani, popolazioni in grado di lasciare un segno tangibile della loro esistenza, così come i Siriani, maestri nell’intaglio di coloratissime gemme artificiali.

Dal Medioevo, con le imponenti quanto impegnative vetrate gotiche dell’Europa, al Rinascimento, il cui simbolo è probabilmente la vetrata piombata del Ghiberti a Firenze nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, passando per la rinascita cattolica britannica e per un avvicinamento al XIX che pose questo materiale al centro di numerose creazioni artistiche.

Tiffany e Art Nouveau

Si attribuisce a Louis Comfort Tiffany, newyorkese e figlio del fondatore della nota gioielleria statunitense, l’invenzione della tecnica omonima di lavorazione del vetro.
Siamo alla fine del 1800 quando, dopo aver dedicato gran parte della sua giovinezza allo studio dell’arte e in particolare della decorazione di oggetti, Louis affrontò un lungo viaggio verso l’Europa, alla ricerca di una qualche ispirazione. Era il periodo dell’Art Nouveau e di quell’adorazione della natura che già aveva colpito il ragazzo durante i suoi studi in America e questo contribuì alla sua crescita artistica.

Tornato a casa il giovane L.C. Tiffany iniziò ad interessarsi alla ceramica e in particolare al vetro, creando oggetti di rara bellezza e sperimentando nuove strade, finché non giunse alla messa a punto della tecnica del vetro piombato o vetro Tiffany. Fu il primo a sperimentare il procedimento che utilizzava il piombo come mezzo per saldare tra loro dei pezzi di vetro colorato, dando vita a fantastiche composizioni.

Come si ottengono lampade Tiffany

I maestri artigiani utilizzano la tecnica ed il vetro Tiffany per creare lampadari e abat-jour di rara bellezza, acquistabili assieme a varie tipologie di complementi d’arredo su Arte & Stile, sin dal 2006. Ma come si realizzano queste lampade in vetro Tiffany?

Attualmente il piombo è stato sostituito da materiali meno dannosi per la salute dell’uomo, in particolare con lo stagno, mentre per la struttura portante viene impiegato il ferro battuto, sinonimo di stile e arte prettamente retrò.
La metodologia Tiffany consente di creare, oltre alla lampade, anche specchi particolari, quadri in vetro e coloratissime vetrate, seguendo un iter costruttivo simile.

Il processo prevede prima di tutto la selezione e il taglio dei pezzi di vetro colorato, secondo opportuni standard strutturali, a partire dalla lastra madre. Possono essere pezzi regolari o di forme particolari, come fiori, animali o personaggi stilizzati, che vengono poi adeguatamente puliti e lucidati prima dell’applicazione di uno strato di rame sui bordi. Questo servirà a unire tra loro i singoli frammenti, grazie al successivo passaggio che prevede la sopramenzionata saldatura a stagno, fase assai delicata e che necessita di una grande manualità, di tempistiche abbastanza lunghe e di profonda attenzione ai dettagli.

Terminata la fase di saldatura il paralume in vetro viene trattato con speciali soluzioni che consentono allo stesso tempo di preservarne la bellezza nel tempo e di colorare le giunture di rame e stagno, facendo assumere loro un’elegante sfumatura nera.

 

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